FENOMENO BLUE WHALE, come difendere i ragazzi dai siti pericolosi
pubblicato il 19/05/2017 16:28:53
Gli orizzonti si ampliano, si moltiplicano le possibilità, ma anche i pericoli.
La società 2.0, ovvero l'avvento di internet, ha cambiato letteralmente le nostre vite e soprattutto quelle dei nostri figli che, a differenza di noi adulti, si trovano a fare i conti con questa realtà in un'età in cui la personalità non si è ancora strutturata.
Per questo è importante controllare i loro spostamenti sulla Rete, almeno quanto lo è sapere con chi escono e dove vanno.
In questi giorni l'importanza del monitoraggio dei siti visitati dai ragazzi è un argomento sulla bocca di tutti.

Soprattutto dopo la messa in onda da parte della trasmissione "Le Iene" di un servizio inquientante su un presunto "gioco" di controllo mentale on-line rivolto ai giovanissimi e finalizzato a portarli al suicidio.
Si tratta di Blue Whale, che, tradotto in italiano, significa balenottera blu. Le balene, infatti, ad un certo punto della loro vita decidono di spiaggiarsi e si lasciano morire senza un apparente motivo.
"In questi giorni - spiega Stefano Secondi, dell'agenzia investigativa Viseb - le richieste di controllo dei dispositivi informatici da parte dei genitori sono notevolmente aumentate. Crediamo che non sia il caso di fare allarmismi, ma sicuramente è importante sapere con che tipo di contenuti, i ragazzi, vengono a contatto".

COS'E' BLUE WHALE
Ma cerchiamo di capire meglio cosa sia Blue Whale.
Si tratta di una sorta di "accompagnamento guidato" al suicidio. Qualcosa a metà tra il rituale e il gioco macabro. Le morti presumibilmente legate a Blue Whale sarebbero circa 130, ma al momento non ci sono prove certe e inoppugnabili in proposito. I suicidi si concentrano prevalentemente in Russia, Paese dove il gioco è stato inventato, ma ci sarebbero casi anche in altre parti del mondo, compresa l'Italia. Al momento una persona sarebbe stata arrestata con
l'accusa di aver inventato e dato il via all'incredibile rito che porterebbe i giovani all'autodistruzione.
Si tratta di Philiph Budeikin, un ragazzo russo. In realtà Blue Whale esiste da tempo e ad oggi non ci sono prove certe dell'esistenza di una setta che utilizzi questo gioco per portare i ragazzi al suicidio.

LE PROVE E I RICATTI
Stando a quanto si sa di Blue Whale, gli aspiranti suicidi devono sottostare a una serie di prove che prevedono l’ascolto o la visione di film e canzoni proposte dal master. Non solo: devono ferirsi e mettersi in luoghi pericolosi, come su una balaustra o sui binari della ferrovia, per un certo periodo di tempo. Le prove devono essere
eseguite in segreto, altrimenti verrebbero messe in atto delle ritorsioni nei confronti dei familiari degli adepti.

INTERNET E I SITI DEDICATI AL SUICIDIO
Se Blue Whale sia una montatura virale o nasconda realmente un gruppo criminale organizzato, al momento non è dato saperlo con certezza. Sono in corso indagini in diversi Stati. Di certo, si sa, che ci sono numerosi siti in tutti il mondo, dedicati alla tematica del suicidio. Molti di questi siti sono finalizzati ad aiutare gli aspiranti a demordere, ma di fatto, navigare in queste pagine, espone i cybernauti al rischio di essere poi contattati da malintenzionati.
Tel:348 5106965